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Watson: il cognitive computer di IBM non affatto stupido!

Dopo aver uscito 1 miliardo di dollari, il progetto Watson di IBM sul suo cognitive computing sembra ormai sulla rotta dell’utilizzo. IBM ha cercato in vari modi di presentare le potenzialità del supersistema, in vari campi di applicazione da quello medico (il più gettonato) fino a quello dell’hospitality.

In questi giorni IBM ha mostrato ulteriori esempi del crescente ecosistema del supercomputer, incluse le nuove app capaci di sfruttare il potere computazionale/decisionale di Watson. Ha inoltre stretto numerosi accordi di partnership con vari istituti oncologici che useranno Watson per l’analisi del DNA e per offrire trattamenti profilati sui pazienti, che siano più efficaci e con minori effetti collaterali.

Norman Sharpless, direttore del Lineberger Comprehensive Cancer Center dell’Università del North Carolina, ha dichiarato: “Determinare la giusta combinazione di farmaci per un paziente è molto difficile, richiede analisi complesse di differenti fonti che si integrino rapidamente con le rilevanti informazioni dei trial e con una personalizzata sequenza genica. Stiamo collaborando con IBM nel tentativo di risolvere questi problemi decisionali con l’aiuto della tecnologia cognitiva e per migliorare le decisioni che prendiamo con i nostri pazienti per massimizzare le loro possibilità di cura“.

Cosa differenzia Watson dagli altri?

Deep Blue e Blue Gene, estremamente potenti al loro debutto, non sono mai stati focalizzati sulle applicazioni per i “comuni mortali”. Watson, grazie alla sua capacità di riconoscere il linguaggio naturale e di scandagliare oceani di informazioni, è significativamente più vicino all’uomo comune.

Tra le applicazioni e i servizi mostrati c’è WayBlazer, che sfrutta Watson per offrire raccomandazioni contestualizzate alla destinazione che si sta raggiungendo o al luogo in cui ci si trova operando ricerche su siti web, social media e recensioni online. Quando WayBlazer offre un suggerimento è possibile approfondire quanto offerto per capire come WayBlazer sia giunto ad elaborare una particolare raccomandazione.

Watson è inoltre alla base degli strumenti di “Impact Measurement & Analysis” di Findability Sciences, che permettono di dare uno sguardo approfondito al modo in cui le associazioni non profit operano. Questi strumenti offrono ai donatori la possibilità di porre semplici domande affinché essi possano misurare l’impatto sulla società di specifiche organizzazioni, per meglio comprendere quali siano le loro attività ed eventualmente essere spinti a donare più volte.

Come detto prima, Watson è divenuta velocemente una risorsa preziosa per il mondo medicale. Vari ospedali e cliniche stanno già sfruttando le potenzialità di Watson per ottimizzare le diagnosi mediche, ma LifeLearn è la prima realtà che, tramite l’app Sofie, usa il supersistema cognitivo di IBM per aiutare a curare gli animali.

Un ultimo esempio è quello di SparkCognition che sfrutta Watson per Cognitive Security Insights, una piattaforma di sicurezza end-to-end che fa leva su sofisticati algoritmi cognitivi per rilevare, analizzare e trovare soluzioni alle Advanced Persistent Threats.

Per i comuni mortali, a cosa potrebbe servire Watson?

Watson è probabilmente la versione Alpha di ciò che avremo in futuro: cure studiate appositamente per noi (partendo addirittura da una visione genetica del tutto), calcoli dalla precisione assurda (ma senza componente emotiva, che potrebbe davvero essere terribile su alcuni campi), analisi più veloci e precise, insomma: un robot pronto a tutto schiavo dell’uomo.

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LucaH2

CEO e Fondatore di questo blog, sono un perito industriale capo-tecnico specializzazione Chimica, ma amo la tecnologia. Sono un appassionato di tutte le novità tecnologiche, con abbastanza esperienza sui sistemi di rete, hardware e software.

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